Godersi la palude

Di tutti i dibattiti – chiacchiericcio, in realtà – che increspano la politica italiana negli ultimi tempi non me ne frega nulla. Se non ho raggiunto uno stato di completa atarassia, poco ci manca. Non credo che nessuno possegga, al di là delle contrarie dichiarazioni ottimistiche, non dico la formula magica per risolvere la situazione disastrosa in cui versa il nostro paese, ma nemmeno un'idea appena appena vaga di una via praticabile da percorrere, e penso che, se anche ce l'avesse, la realtà s'incaricherebbe di mostrare che non funziona, mutando con tale rapidità da frustrare ogni tentativo, per quanto benintenzionato, di intervento. Lo vediamo da qualche mese con le manovre dell'attuale governo, in perenne rincorsa per tamponare una realtà che continua a sfuggire agli aggiustamenti, come una biscia viscida che sguiscia via dalla presa. E' il classico dito nella diga, che chiude provvisoriamente una falla quando la pressione dell'acqua ne apre subito una nuova da un'altra parte. E' svanita la fiducia che facendo così o cosà si otterrà come risultato questo o quest'altro. Mi fanno ridere, quindi, quelli che pensano – o, magari non pensandolo sinceramente, lo sostengono – di avere la ricetta ad hoc in mano. Ormai, anche quando le proposte di qualcuno mi paiono mediamente più sensate, non vi aderisco con convinzione, ma mantengo un certo distacco interiore improntato a una sfiducia di fondo e a un margine di sospetto, come se avvertissi che dietro le buone intenzioni si nasconde qualcos'altro. E taccio delle perplessità che continuo a nutrire sull'efficacia di propositi che comunque trovo più sensati di altri. Per troppo tempo ci è piaciuto affondare nella palude: andare avanti ci farebbe sprofondare del tutto, la strada per tornare indietro ci è preclusa e le vie d'uscita che si scorgono sono, per lo più, immaginarie.

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2 risposte a Godersi la palude

  1. Arci ha detto:

    pessimismo realista

  2. angelo ventura ha detto:

    Intanto un certo Berlusconi dimostra,se ce ne fosse bisogno, di pensare solo a parare il suo preziosissimo culo dai giudici. Non so davvero per chi potrei votare alle prossine elezioni, ma una cosa so: non votero’ PDL!

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