Sarò autarchico e autoreferenziale

A luglio saranno sette anni che conduco questa baracca e, come nel proverbiale detto cinese, ho visto parecchi cadaveri (di blog) passare nel fiume. Per ora resisto, con meno assiduità di un tempo, ma resisto. Ma non ho visto solo i cadaveri dei blog defunti, ho visto anche i "mutanti", ho visto soprattutto blog che sono stati usati come scaletta per ascendere a vette più alte. E potrei raccontare, come cantava un Battiato vintage, quant'è difficile restare calmo e indifferente mentre tutt'intorno fanno rumore. Qui dentro ci sono sempre stato io e basta, con tutte le mie contraddizioni, le mie nevrosi, i miei umori e i miei gusti personali. Il bello del blog individuale è che non è, appunto, una pubblicazione con una linea editoriale da rispettare, perciò mi permetto di non essere monotematico e di cambiare idea, di dare sfogo alle mie ubbie senza dover rendere conto a nessuno, neanche a un ipotetico lettore che, oltretutto, nemmeno mi paga l'abbonamento. Sono rimasto nel mio, per così dire, a curare il mio giardino e la mia casetta. Non ho cominciato con un blog per poi scrivere un libro, diventare commentatore di un quotidiano o blogger-in-residence di un rotocalco; non ho fondato un movimento politico né mi sono candidato a niente di niente. Men che meno ho pensato di fare la rivoluzione attraverso quattro scemenze scritte in rete o di salvare l'Italia dal baratro in cui sta precipitando grazie alle mie ricette colme di saggezza. Non ho nemmeno dato lezioni a nessuno su come si debba tenere un blog e mi sono guardato bene dall'imperversare nei blog altrui o nei forum con l'intento di raddrizzare le gambe ai cani quando a me sembravano storte. Ho fatto bene, ho fatto male? Non lo so, ma so che sto bene così, seduto davanti a questa mia baracca, sulla riva del fiume a guardare i cadaveri che passano. E mi diverto tanto in questo modo.

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16 risposte a Sarò autarchico e autoreferenziale

  1. vito ha detto:

    …ed è per tutto questo che ti mando un abbraccio forte e un augurio sincero per un FELICE ANNO NUOVO!
    ciao vito
    al 2011…

  2. pio ha detto:

    a noi piaci così….

  3. fuchsia ha detto:

    Una sera di tre anni fa capitai per caso da queste parti e rimasi folgorata da un post che ricordo ancora molto bene fin nei dettagli: a catturarmi fu la tua assoluta spontaneità, combinata con la misura e la lucidità della scrittura. Da allora non ho mai smesso di visitare quotidianamente la tua baracca. Qualche volta mi metti soggezione tanto scrivi bene, spesso faccio tesoro delle tue recensioni, qualche volta ho la sensazione di conoscerti da sempre e qualche volta non posso fare a meno di leggere fra le righe e intuire anche ciò che non racconti. Poi ci sono le volte in cui faccio fatica a completare la lettura di un post, ci sono le volte in cui mi sorprendi – deludendomi – e le volte in cui chiudo la pagina sdegnata pensando che potrei toglierti il saluto. Se fossi sempre d’accordo con te, se i tuoi post fossero prevedibili, avrei già smesso di leggerti da un pezzo.
    Credo di avertelo già detto in passato: la ragione per cui ti leggo fedelmente è la tua autenticità. Perciò grazie per questo tuo diario: per quanto gradevole o sgradevole, divertente, palloso o utile possa essere, mi auguro che tu continui ad aggiornarlo con assiduità. Un abbraccio anche da parte mia.

  4. stefano ha detto:

    Fuchsia, direi che hai lo spirito giusto nei confronti di questo diario online 🙂

  5. ls ha detto:

    La tua imperturbabile longevità testimonia della bontà del tuo blog e fortuna per noi assidui lettori che sei rimasto sempre il calligrafo pungente e preciso della tua quotidianità.
    Buon 2011, Stefano!

  6. GMR ha detto:

    In questo blog si respira un’aria proustiana. Per me il tuo più bel post è stato quello dedicato a una passeggiata nel passato a Cremona e alla triste constatazione che di un certo mondo, se non erro l’appartamento di tua zia, non era rimasto nulla. Anche questa zia suona proustiana.

  7. stefano ha detto:

    In effetti sì, la zia era anche proustiana. Ma forse più dostoevskiana che proustiana. In ogni caso, l’aria è quella. Anch’io mi sento un po’ Charlus, con qualche cinghiata in meno, però 🙂

  8. medioman ha detto:

    Stefano, da almeno tre anni il tuo blog è per me un appuntamento quotidiano. Voglio solo ringraziarti. So come vivi l’ultima notte dell’anno e non mi dilungo in Auguri: fai un buon 2011!

  9. Arci ha detto:

    io e mia figlia, anche senza pagare l’abbonamento, ti leggiamo regolarmente e nel 2010 leggeremo anche il libro di John Harding tradotto da te.
    buon anno

  10. rose ha detto:

    continua così, niente crisi del settimo anno, mi raccomando… auguri!

  11. Ugo ha detto:

    Anche io da qualche anno sono diventato tuo assiduo lettore e ti ringrazio per l’assoluta sincerità e lucidità di quanto scrivi, alieno da qualsiasi dogmatica e preconfezionata certezza. Tante volte riesci a stupirmi per la lucidità delle tue idee e per la bellezza insieme antica e moderna della tua prosa. Talora mi identifico totalmente nelle tue idee, nei tuoi umori, nella introspezione spietata della tua vita sentimentale; talora ne sono più distante, ma sempre avverto nelle tue parole una autenticità e una intelligenza che ti fa mio amico. Spero che tu continui ad aggiornare il tuo blog e rendere così meno solitario il mio cammino. Buon Anno!

  12. Hans ha detto:

    E poi i diari di viaggo, le recensioni, i sogni, le conversazioni…
    Una lettura chiara e profonda. Dunque avvincente. Anche – o forse soprattutto – nelle sporadiche quanto vistose divergenze.
    Anch’io voto per la zia proustian-dostojevskiana. E per decine di altri momenti.

  13. GMR ha detto:

    La zia ce l’hai raccontata con toni proustiani. Che poi la zia avesse anche suoi tratti dostojevskiani, mi fido sulla parola ma non traspariva. Ma forse è bene lasciare da parte il demonico. Salutami Charlus.

  14. aitan ha detto:

    clap clap
    (accidenti, i nostri blog sono quasi coetanei)

  15. paolo ferrario ha detto:

    siamo tutti piccoli ed infinitesimi essenti dentro l’ineluttabile flusso del tempo.
    e raccontare e raccontarci è NECESSARIO
    le tue riflessioni, poi, sono spesso illuminanti e pene di riflessi che le fanno scintillare
    buon cammino lungo il 2011

  16. madmath ha detto:

    quanti ne ho visti anche io passare…

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