Dei sentimenti semplici

Quello che mi blocca è il non riuscire ad abbandonarmi a sentimenti semplici, senza cedere alla tentazione di interpretarli, alla ricerca di motivazioni nascoste. Mi sento come un animale che, in agguato, aspetta che la sua preda esca dal nascondiglio. Perché non riesco a cavarmela con un banale “ero innamorato” e da lì far discendere tutti i corollari del caso? Invece mi ci soffermo – troppo – e scopro che quello che sembrava un sentimento indivisibile è invece un aggregato di tanti altri moti dell’animo. Il passo successivo è presto compiuto, pressoché involontariamente: se, per l’appunto, ci sono tutti questi altri moti dell’animo, non sarà allora che in realtà quel sentimento non esisteva in quanto tale oppure era un miraggio appena scorto all’orizzonte? Così, più ci penso, più trovo dell’altro: collera repressa e diffusa che non sa o non vuole aggrapparsi a un oggetto, orgoglio ferito e quindi vanità frustrata, disillusione, senso di smarrimento e desiderio di consolare la mia solitudine, egoismo forse… E’ una maglia che si sfilaccia, un fiume che si sperde in mille rivoli.

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Una risposta a Dei sentimenti semplici

  1. pio ha detto:

    ma sai, “ero innamorato” è la sintesi banale che utilizziamo per brevità e semplicità, ma dietro alla quale probabilmente, magari a livello motivazionale, c’è proprio tutto quello che dici tu

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