Pensierini per la notte santa

Non so più da quando, ma il Natale mi deprime. Mi soffoca: mi sembra di infilarmi in una sostanza spugnosa troppo densa e troppo calda, in qualcosa di viscoso che mi rallenta non soltanto i movimenti, ma anche la facoltà di pensare lucidamente. So che non è stato sempre così e che forse, da bambino, qualche piacere lo provavo. Dev'essere però un'epoca remotissima della mia vita, perché non ne ho memoria distinta. Che cosa sia successo poi, non so. Forse l'età della ragione, forse il fatto che, da un certo punto in avanti – posso supporre dall'adolescenza in poi -, ho avvertito in maniera ancora più acuta il senso di una separazione, qualcosa che mi isolava dal frastuono e dai festeggiamenti tutt'intorno a me. Forse era l'acuita sensibilità del frocetto in erba, chissà.

Ma non dev'essere questa tutta la spiegazione. Leggo per esempio che non sono il solo. Lui ha scritto quasi esattamente quello che provo io in questo periodo, in questi giorni. "Non è una depressione ragionata, non viene neanche da un’uggia intellettuale, è un umore grigio che arriva quasi sempre al nero". Non mi convince del tutto il tentativo di spiegazione che si dà in chiusura perché mi pare la razionalizzazione di chi non riesce a digerire un dato di fatto, ma tant'è: serve a sottolineare ancora di più il disagio. Ogni anno il fastidio si fa più bruciante, lo avverto con maggiore intensità. Forse dipende anche dal fatto che non c'è nulla come la felicità e l'allegria obbligate che mi mettono di malumore. Chi, in questo periodo dell'anno, vorrebbe vivere la sua vita come tutti gli altri giorni fregandosene di festeggiamenti, decorazioni, auguri è visto come una specie di mostro cui nulla intenerisce il cuore. Mai come a Natale mi sento un marginale, un disadattato, uno scoppiato fuori dal consesso umano.

Aggiungo che niente come questo lungo periodo di festa che va da oggi fino agli inizi di gennaio – l'Epifania non so come considerarla, perché porta con sé già gli strascichi di un certo disincanto, oltre che il sollievo per averla scampata bella ancora una volta – mi fa sentire con più forza quello che non vorrei sentire, ma di cui sono comunque già consapevole di giorno in giorno: il tempo che scorre inesorabile. Per usare un'iperbole, per me il Natale è una festa di morte.

Questa settimana ho lavorato di sera. Ieri sera, ultimo giorno in ufficio prima di riprendere il 26, mi si è depositata addosso una cupa malinconia, simile a uno strato di unto difficile da lavar via, e siccome avevo poco o niente da fare mi sono avvitato nella spirale dei miei pensieri neri. Mi sono sembrato un Ebezener Scrooge visitato dal fantasma dei Natali futuri, ma al contrario di Scrooge più che convertirmi alla bontà mi veniva voglia di tagliarmi le vene. Il contrappasso è stato sentirmi augurare buon Natale da non so più quante persone che entravano in ufficio per salutarmi. Io ho riprodotto, come da contratto, il mio sorriso meccanico – come se un elastico legato alle orecchie mi tenesse sollevati gli angoli della bocca – e ho sempre replicato con un sobrio: "Anche a te", trattenendomi dall'augurare, come fa lui, un buon NaSale. Quando ho staccato per andarmene, ho rivolto un muto ringraziamento interiore ad A.L., che è stato l'unico a non entrare per farmi gli auguri.

Ora stringo i denti, mi faccio forza e parto per la città di C. Per fortuna torno domani sera.

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3 risposte a Pensierini per la notte santa

  1. pio ha detto:

    ok
    buon NaSale dunque!

  2. rose ha detto:

    sei tornato sano e salvo?
    mi ricordo bene la sensazione un po’ magica del natale infantile, per me durò abbastanza a lungo, mi pare. adesso, nonostante il disincanto e l’allergia per la coazione a ripetere riunioni familiari, continuano a piacermi: l’inverno, l’occasione per accendere lumini e crogiolarsi in casa. mi piace fare regali (a chi dico io) e mi pare di cogliere una certa sincerità negli auguri dei colleghi (anche se devo forzarmi per stringere mani e distribuire bacetti). invece mi sento veramente disadattata d’estate, quando tutti pensano solo ad andare al mare ;o)

  3. A.C. ha detto:

    Natale…. la giornata dell’aggressività che non può trovare sfogo… compressa e autodiretta

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