Venire giù con la piena

A volte mi sorprendo da solo con certe mie ingenuità che sconfinano nell'idiozia. Oggi sono andato in piscina e ho incontrato un collega, ormai ex, del mio vecchio ufficio. So che lui andava spesso in quella piscina dove io non vado mai (è la De Marchi, per chi fosse interessato a questi dettagli). Mentre io mi stavo rivestendo e lui si stava spogliando mi ha chiesto: "Allora come ti trovi?". Prontamente ho risposto: "Mah, non è male, però i pavimenti sono troppo bagnati, si scivola e lo spogliatoio è piccolo. Però la vasca era vuota: avevo una corsia tutta per me…". Lui mi ha bloccato: "No, no… intendevo dire come ti trovi con il nuovo lavoro!". Eh già, era ovvio che dopo tre settimane in cui non ci siamo visti non fosse così interessato alla mia opinione su una piscina comunale.

Questo episodio – insignificante in sé – me ne ricorda almeno altri due. Quella volta, per esempio, che tornando con loro due da un concerto sono stato fermato in corso XXII Marzo da alcuni ragazzi che mi hanno chiesto se avevo una "cartina". Io avevo risposto di no, perché "sono di qui". Solo quando ho visto che i miei amici ridevano ho capito che non era esattamente una cartina topografica della città che gli serviva. Oppure anni fa, quando in mensa un mio collega di allora, indicando un tizio di un altro ufficio che era in fila con il vassoio, mi disse: "Anche lui è del tuo 'partito' ". Io non seppi far di meglio che puntualizzare: "Ma io non sono di rifondazione comunista!". In realtà lui intendeva dire che anche l'altro era gay.

Ecco, in questi casi mi pare proprio di "essere venuto giù con la piena". Potenzialmente gli equivoci sono infiniti, ma almeno c'è il vantaggio che quando sarò vecchio e rimbambito molti non noteranno (troppo) la differenza

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12 risposte a Venire giù con la piena

  1. Yoshi ha detto:

    quella della cartina è fenomenale! 😀

  2. Marcoz ha detto:

    Càpita a tutti, dai…
    Io, piuttosto, interpreto male volutamente (perché sono maligno, neh!).
    Una volta, a chi mi chiedeva la firma per far restare un sacerdote in aria di trasferimento coatto, e di fronte a uno striscione che recitava “Don P. non si tocca!”, dissi: «Non mi importa se si tocca, l’importante è che non tocchi i bambini.»
    Saluti

  3. nishanga ha detto:

    e se riuscire a mollare di tanto in tanto la mente fosse proprio la tua parte migliore?

  4. silviamate ha detto:

    Se ti può confortare (non lo farà): anche io sono così.
    E per questo spesso tendo ad anticiparlo subito, almeno per parte mia: ‘non cercate doppi sensi nelle cose che dico, perché tanto non cene sono :)’
    Questo atteggiamento mentale, secondo me, si trova più facilmente nelle persone riflessive, spesso assorte. Io lo preferisco a chi, al contrario, è sempre attento a chi va e chi viene, a chi parla con chi, a chi fa cosa. Forma mentis che può sconfinare nella furberia e nell’opportunismo, ma che coglie tutte le battute al volo.
    Che ce vuoi fa’? Chi ti vuole bene, è anche per questo:)
    p.s.: stanotte ti ho sognato, non so perché!, e facevamo un lungo discorso sul tema della depressione. Poi è arrivato un tuo amico, e mi è sembrato opportuno andarmene.
    I misteri delle relazioni virtuali:)

  5. Stefano B ha detto:

    @ silviamate: ma non era un sogno, allora. Era un incubo! 😀
    @ marcoz: che cattivo 🙂
    @ nishanga: purtroppo non posso programmare questi cedimenti. Altrimenti sarebbero un’altra forma di “intellettualità” 😉

  6. Roberto ha detto:

    Sei un ragazzo tenero, è una cosa bella.

  7. Stefano B ha detto:

    Grazie per il ragazzo, ma insomma… 😉

  8. neurobi ha detto:

    A me non capita. Però lo faccio apposta, perché pagherei oro per essere come te, e amo in modo spropositato chi dice pane al pane e vino al vino. E tu, tutto sommato fai semplicemente questo, non rispondi al “frullato di paranoie sociali” che sottostà ad una domanda, ma rispondi alla domanda “as it it”.
    Bello. 🙂
    Condivido con Yoshi che quella della cartina è fenomenale. Alle altre due avrei risposto come te.

  9. PaoLeo ha detto:

    Quella della cartina è capitata, esattamente allo stesso modo, pure a me, ma in un’età un poco più crtica, tipo 15 anni, e di fronte a molte più persone, e come te ho proprio pensato di essere uno “sceso con la piena”
    ciao

  10. Paolo ha detto:

    Ma questi equivoci sono molto gradevoli, che palle la gente che risponde sempre a proposito.

  11. Ostrica Viola ha detto:

    E dai che capita!
    Ad esempio sabato pomeriggio mi scambiavo l’email con una ragazza.
    Io le faccio: “allora dimmi la tua email che io scrivo”
    E lei:”dunque tutto piccolo…”
    E io: “tuttopiccolo chiocciola?”
    E lei:”ma noo!tutto piccolo nel senso dei caratteri!”
    Insomma, ancora ride di me…

  12. P@ola ha detto:

    Una volta quando ancora abitavo a Milano, in Via Torino la Polizia ferma due ragazze e mentre uno parla con una ragazza l’altro chiede ad alla seconda ragazza “sei pulita”?
    Le sgana gli occhi, lo guarda e risponde
    “ma non so, io mi faccio la doccia tutte le mattine”
    è vera, l’ho proporio ascoltata

    e ho ascoltata anche questa
    sempra a Milano in via V. Monti
    Un vigile fischia ad un automobilisya che è passato con il rosso. Discutono. Il guidatore ad un certo punto gli dice “guardi che sono daltonico”
    “questo lo dirà al suo consolato, qui ora la multa la deve pagare”

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