Cazzi amari

Il governo annuncia che saranno cazzi amari, è il caso di dirlo. Dopo che era stata archiviata qualche anno fa, il bisogno di introiti fiscali fa ricomparire la cosiddetta "pornotax". Chi avrà voglia di materiale masturbatorio dovrà pagarlo di più, perché è evidente che produttori e commercianti scaricheranno i maggiori costi sui consumatori finali. Leggo sul Corriere online che gli acconti dovuti sugli introiti di quest'anno saranno del 120%: quando si dice un anticipo equo! L'unica ratio di questa tassa – oltre a quella di fare cassa – è che qualcuno ritiene immorale il consumo di materiale pornografico: è un obolo sul senso di colpa e, come tale, è destinato ad avere grande successo in un paese come il nostro, in cui fiorisce l'ipocrisia cattolica. Chi oserà protestare perché deve pagare di più il suo ultimo acquisto al sex shop o perché è aumentato il biglietto del suo cinema porno preferito? Probabilmente continuerà a coltivare i suoi piccoli vizi segreti e si rassegnerà a pagarli di più. Come accade spesso in questo paese da operetta, però, questa nuova misura ha degli aspetti di notevole comicità. Scrive il Corriere online che saranno colpite le opere in cui sono presenti "atti sessuali e non simulati tra adulti consenzienti". Già immagino i dibattiti: e se qualcuno sostenesse che un pompino non è un vero atto sessuale, secondo la nota linea di difesa Clinton? A dirimere la questione, tuttavia, dovrà essere il ministro della cultura Sandro Bondi. Di tutta la faccenda, a me questo pare lo zenit della comicità. Penso a Bondi che visiona i pornazzi per stabilire chi tassare e chi no e – non so perché – mi viene da ridere.

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4 risposte a Cazzi amari

  1. yurigu ha detto:

    Molto divertente il tuo post, anche se serio allo stesso tempo. Io stavo invece pensando alla tristezza che mi fa il governo italiano che aumenta le tasse (con buona pace di Capezzone), rispetto a Gordon Brown che invece considera di abbassare l’IVA. Se il problema è, come dice lo stesso Berlusconi, di non rallentare i consumi per non intaccare l’economia reale con la crisi che già affligge la finanza, allora mi sembra che l’idea inglese sia molto più lungimirante dell’elemosina ai poveri che facciamo qui. Come diceva la Nannini: “la solidarietà fa bene come la solitudine sui tram”!

  2. Roberto ha detto:

    E nessuno è sfiorato dal dubbio che i tartassati consumatori di pornografia si trovino magari tra tanti pensionati disagiati che faticano ad arrivare a fine mese, no. Nell’umile italietta debut de siecle, i pornografomani non sono tra noi, sono lontani cattivi e viziosi; e gli aiuti di Stato si danno ai nonnetti teneri e deamicisiani, non ai nonnetti indemoniati che si masturbano.

  3. neurobi ha detto:

    Posso capire e condividere l’aspetto un po’ ridicolo. Ma sempre meglio che tassino la roba porno che non qualcosa di davvero necessario.

  4. Paolo ha detto:

    Non capisco perchè far pagare l’IVA sui libri e sui dischi, e non sui cazzi.
    Sono pur sempre i piaceri della vita 😀

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