Di luce e ombra, rimpianto e speranza

Perché in questo periodo si impongono alla mia mente alcune immagini e non altre? Che cosa le suscita? Qualcosa che sta accadendo soltanto dentro di me – piccole rivoluzioni di una psiche che sfugge al mio controllo – o qualcos’altro che sta accadendo anche fuori? Oppure si aggiunge la banale occasione, per esempio, del sole e della luce di questi giorni? E che cosa vuole suggerirmi la memoria insistendo con queste immagini? Una direzione da prendere o un semplice rimpianto? Sono immagini positive o negative? O tutt’e due insieme? Credo di essere giunto al crocevia dal quale s’innervano diversi sentieri e i ricordi che affiorano e premono per essere presi in considerazione segnalano la scelta da compiere. Tra la luce e l’ombra. Perché la luce di queste immagini porta con sé, in negativo, anche la possibilità dell’ombra.

La luce è la dominante di questi giorni. La luce dell’estate, quando guardo fuori dalla finestra o quando esco di casa per attraversare la città, mi ricorda le estati trascorse con M.S. Di questa relazione, finita tre anni fa e seguita da un lungo periodo di buio dal quale ho cominciato a emergere solo nell’ultimo anno, affiorano da un mese a questa parte singoli momenti luminosi, come se l’esperienza si fosse frammentata e alcuni frammenti, nella loro fissità, mi si parassero davanti come schegge di gioia possibile, come buoni auspici per il futuro. Allora rivedo me e lui che in una mattina inondata di luce facciamo colazione in un bar della stradina principale di Sitges – la granja de Elsa –, mentre ancora il resto del villaggio dorme e c’è poca gente in giro; nella camera d’angolo a un piano alto di un albergo di Nizza – l’Hotel des Nations, ormai chiuso e murato – mentre apro le finestre, abbraccio con lo sguardo le strade che confluiscono lì sotto e mi bevo tutto il sole che d’un tratto invade la stanza; seduti a un caffè in una strada di Brighton una luminosa mattina di un agosto settentrionale, con il tremolar della marina che si scorge in lontananza; io e lui che, dopo un lungo viaggio in pullman, camminiamo a piedi nudi sulla spiaggia di Pärnu, in Estonia. E sento – ora – che tutto in quanto tale è perso, ma allo stesso tempo tutto ritorna sotto forma di speranza e di possibilità. E’ successo – mi dicono queste immagini – e può succedere ancora. Non è svanita la felicità che mi assale alle spalle con questi ricordi. Mi sento tremare al pensiero che io possa essere stato così felice e non me ne sia reso conto fino in fondo.

E tutto questo accade dopo che, poco tempo fa, sono stati ricordi di segno diametralmente opposto ad avermi, di colpo, ossessionato. Quanto di più nero avevo spazzato sotto il tappeto della memoria tornava a ferirmi. L’unico episodio che, verso la fine della nostra relazione, avevo vissuto come una vera e propria umiliazione e come una violazione della mia integrità batteva e ribatteva nella mia testa e tingeva di nero tutto il resto. Pensavo persino che no, non riuscirò a perdonare proprio questa cosa. Ma, poi, alla notte è seguita questa giornata con la sua luce intensa. Che cosa m’insegna tutto questo? Forse solo che non esiste una luce pura e che ogni giorno ha la sua luce e le sue ombre? Che una relazione non si lascia catturare in un ritratto monocromatico che la esaurisca interamente? Forse, ma non solo.

Che io, d’un tratto, ricordi proprio tutti questi episodi di luce è, allo stesso tempo, un segnale di speranza e un monito. Nell’incertezza del futuro – e nella limitata capacità di guidarlo dove ora io vorrei – sono in bilico sul crinale tra luce e ombra, tra dì e notte: saperlo mi rende inquieto e timoroso, ma anche stranamente euforico. So, infatti, che posso ripiombare nella notte, ma so anche che se lo vorremo avremo ancora molti giorni luminosi davanti.

Questa voce è stata pubblicata in Due giri intorno al mio ombelico. Contrassegna il permalink.

Una risposta a Di luce e ombra, rimpianto e speranza

  1. William ha detto:

    -Every shadow, no matter how deep, is threatened by morning light- (dal film “L’albero della vita” di D. Aronofsky)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...