Due irritazioni serotine

I

Ieri ho accompagnato M.S. a vedere tre appartamenti. Quando il venditore gli ha detto il prezzo del primo io, che ascoltavo in disparte, ho pensato: "Che ladroni!". Erano cinquanta metri quadri – e i metri quadri delle immobiliari sono sempre più piccoli, chissà perché, dei metri quadri reali – in viale Zara, al di fuori della circonvallazione, per la modica cifra di centocinquantratré mila euro. L’appartamento era nuovo, anzi, ancora da finire, a onor del vero. Ho fatto due conti: sono tremila euro al metro quadrato in una zona che non si può definire proprio centrale. Altri due minuscoli appartamenti, in via Farini – una cinquantina di metri quadrati ognuno -, costavano rispettivamente centocinquantaquattro e centocinquantacinque mila euro. In entrambi i casi si trattava di case vecchie, di ringhiera, con una stanza affacciata sulla rumorosa via Farini. Erano tutt’e due al terzo piano senza ascensore e, nel secondo caso – malgrado l’appartamentino fosse grazioso -, gli spazi comuni erano abbastanza fatiscenti. Ho pensato che non c’è più alcun legame tra il valore reale delle case e il prezzo a cui vengono vendute (anzi: qualcuno, sentito il prezzo di queste ultime due, ha avuto il coraggio di commentare: "Neanche così care!"). Ma, soprattutto, non c’è più legame tra il prezzo di vendita e il potere d’acquisto del denaro che la gente guadagna. Sembra ormai che faccia brutta impressione indicare cifre sotto i centomila euro (ormai, sotto i centocinquanta): se qualche anno si fa si trovava qualcosa anche a centottanta milioni di lire, ormai pare che al di sotto delle centinaia non scenda più nessuno – con la differenza che qui l’equivalenza un euro=mille lire è particolarmente gravosa, oltre che vergognosa. Ma, del resto, la politica dell’amministrazione milanese – e dell’Italia tutta, forse – non si contraddistingue per generosità nei confronti di un bisogno primario come quello dell’abitare. In fin dei conti non siamo mica socialisti, no? (E intendo "socialisti" nel senso buono del termine, a scanso di craxiani equivoci). Quando a M.H., zurighese, nomino i prezzi delle case a Milano, lui ribatte che a Zurigo costano di più. E’ vero, ma a Zurigo nessuno guadagna mille euro al mese, che lassù sarebbe considerata una retribuzione sotto la soglia di povertà. A Milano, invece, i prezzi degli immobili sono cifre ormai puramente virtuali, senza più alcuna relazione con gli stipendi reali della gente reale. Eppure – mi dicono – le case si vendono, anche a questi prezzi. Allora io mi domando chi le compra. O, per meglio dire, rivolgendomi a M.S.: "Ma da dove vengono tutti questi soldi?". La mia domanda è pleonastica e provocatoria. Lo so benissimo da dove vengono: sono soldi rubati, in genere. Perché quello che non si è versato al fisco – alla comunità – è denaro rubato ed ecco come viene riciclato da chi è riuscito ad accumularlo. E così penso a me che ho pagato cento euro per un’ablazione del tartaro, con regolare fattura. Ne avrei pagati ottanta senza fattura. Penso ai milletrecentocinquanta euro pagati per una devitalizzazione quadricanalare, una ricostruzione di un molare e una corona: non ho idea di quanto avrei pagato senza fattura. Ecco: non so se questo pensiero che, all’improvviso, mi passa per la testa abbia qualcosa a che fare con i prezzi delle case oppure no. Forse sono io a essere un po’ paranoico o orribilmente moralista.

II

Non so se definirmi serafico o rassegnato quando penso allo "stato laico" che non c’è. Ieri sera, all’ospedale di Vizzolo Predabissi (per inciso: ci accoglie, quando scendiamo dalla macchina dopo aver parcheggiato, un pungente odore di merda non umana che rinfranca le nostre narici viziate dallo smog cittadino) faccio in tempo a notare un crocifisso appeso al muro – e nemmeno sopra la testa del degente, ma davanti al letto, cosicché il malcapitato non possa distogliere lo sguardo dal cadaverino inchiodato. In corridoio, su una bacheca c’è un’immagine di padrepio con relativa preghiera, che non leggo. Fortunatamente, accanto all’indicazione per raggiungere la cappella dell’ospedale e agli orari della messa, un foglio riporta la dicitura "per i degenti di fede cattolica", implicitamente ammettendo che vi possano essere anche degenti non cattolici o non credenti. Allora formulo un’ipotesi. Forse crocifisso e padrepio non sono l’omaggio tributato alle famose "radici cristiane" di questo stato, ma semplicemente una soluzione più comoda e senz’altro più a buon mercato per ovviare alla mancanza di aria condizionata e, persino, di ventilatori nelle camere dove si muore dal caldo e all’assenza di un telefono a disposizione dei malati. Come a voler dire: la Asl non può far niente, ma se volete potete cominciare a pregare e a sperare in un miracolo.

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2 risposte a Due irritazioni serotine

  1. Trespolo ha detto:

    Infili il dito nella piaga dei prezzi delle case. Altissimi specialmente per le abitazioni di piccola metratura, le uniche che si vendono ancora, e al di fuori della portata del 90% delle persone.
    Sono anch’io, in questo periodo, in cerca di una casa e ne ho viste e sentite di tutti i colori, ma una soluzione non mi viene. E’ un mercato schizofrenico, anche in una piccola città come Brescia, e i prezzi che riporti per Milano sono gli stessi che girano qui. Va meglio nei paesi del circondario e, per farti un esempio, ho trovato una villetta di 140 metri quadri, con un discreto giardino e un garage “immenso” (80mq) in un paese dell’entroterra del lago di garda a 210mila euro.
    Con la stessa cifra non comperi uno striminzito appartmento di 70mq in città. E che ci vuoi fare? Gira così per ora, ma prima o poi mi aspetto un tonfo del mercato. Purtroppo, dopo il famigerato 11 settembre, tutti quelli che avevano due lire si sono messi ad acquistare case, come succede sempre in periodi di instabilità, e i prezzi sono schizzati alle stelle.
    Ma finirà e sarà un pessimo affare rivendere per chi ha acquistato in questi anni 🙂
    Buona giornata. Trespolo.
    PS: non è solo un meccanismo di reinvestimento da parte di chi froda il fisco, quelli mettono i soldi anche e sopra tutto da altre parti…

  2. stefano ha detto:

    E’ ovviamente un’esagerazione, però ci sono frodi di “piccolo cabotaggio” che facilitano questo tipo di investimento. Chi ha uno stipendio normale dovrebbe fare un mutuo centennale per potersi pagare una casa decente.

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